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		<title>cose_da_fare</title>
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			<title>Borgo Medioevale di Canale</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Borgo Medioevale di Canale</strong><br />Il borgo medioevale di Canale a 500mt. dall&#039;Agritur, è un centro di grande interesse culturale, ormai conosciuto anche all&#039;estero, dove di trova la &quot;Casa degli Artisti&quot; fondata da Giacomo Vittone. Al suo interno vi è la mostra permanente degli attrezzi agricoli di Tenno. Durante il periodo estivo inoltre, vengono organizzati convegni, soggiorni scuola con Accademie ed Istituti d&#039;arte, oltre a continue esposizioni, dedicate ai maestri visivi di ieri e di oggi.]]></description>
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			<title>Lago di Tenno</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Lago di Tenno</strong><br />Il lago di Tenno, con i suoi intensi colori, formatosi da una frana di sbarramento, quasi 1000 anni fa, oggi è un luogo piacevole dove passeggiare, ammirare il panorama e perchè no, anche fare il bagno nel periodo estivo. E&#039; raggiungibile in circa 20 minuti a piedi dall&#039;Agritur Calvola, percorrendo il sentiero segnalato adatto a tutti. E&#039; possibile raggiungerlo anche in auto.

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			<title>Sentieri segnalati</title>
			<link>http://www.agriturcalvola.it/1/sentieri_segnalati_5069946.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Sentieri segnalati</strong><br />Nelle vicinanze dell&#039;Agritur Calvola sono percorribili a piedi circa 22 sentieri, tutti segnalati, adatti per il principiante ma anche per l&#039;escursionista esperto, alcuni percorribili anche in Mountain Bike.]]></description>
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			<title>Cascate del Varone</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Cascate del Varone</strong><br />Le cascate del Varone si trovano a 6 km dall&#039;Agritur Calvola.
Sono alte circa 100 metri, e sono originate dal torrente Magnone che scende verso il Lago di Garda. Le sue acque sono alimentate dalle perdite sotterranee del Lago di Tenno che per un breve tratto si addentra nella montagna arrivando poi a formare la cascata. 

Il nome Varone invece ha origine dall&#039;omonimo paese.

Addentrandosi fino al suo interno è possibile assistere ad uno spettacolo molto suggestivo.]]></description>
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			<title>Palaffitte di Fiavè</title>
			<link>http://www.agriturcalvola.it/1/palaffitte_di_fiave_10855859.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Palaffitte di Fiavè</strong><br />Il museo è dedicato all&#039;area archeologica situata all&#039;interno del Biotopo Fiavè, nella quale, in passato, sono sorti dei villaggi preistorici palafitticoli.         

        Essa si trova vicino a Fiavè, dove è presente una zona che un tempo era impiegata per l&#039;estrazione della torba. 
        Verso la metà del XIX secolo sono stati trovati i resti di un abitato preistorico, in particolare sono stati rinvenuti in ottimo stato di conservazione i pali che un tempo sostenevano le palafitte del villaggio.          

        Solo nel 1969, grazie agli scavi intrapresi dall&#039;archeologo Renato Perini, sono stati portati alla luce diversi abitati palafitticoli sia in acqua che all&#039;asciutto appartenenti a varie epoche e con essi sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici in buona conservazione.         

        Nel sito archeologico del Biotopo Fiavè si contano sette abitati situati in luoghi diversi e appartenenti a epoche differenti, essi sono tutti sorti sulle sponde di quello che un tempo era il lago Carera, prosciugatosi completamente con il passare degli anni.         

        Il primo insediamento è sorto sull&#039;isoletta del lago e risale alla prima metà del IV millennio a.C. (tardo Neolitico), delle capanne si è conservata solo la sistemazione del piano pavimentale. 
Lungo la sponda sono state deposte grosse pietre, un reticolo di tronchi di larice e pino e un graticcio di rami, cortecce, ghiaia e terra in modo da prolungare artificialmente l&#039;isola verso il lago e aumentare così la superficie a disposizione.         

        Il terzo, quarto e quinto insediamento risalgono al periodo che va dal XVIII al XVI secolo a.C. (età del Bronzo antico e medio). Dei tre insediamenti è stata trovata una fitta selva di pali di larice e abete rosso infissi nella creta lacustre.         

        Il sesto insediamento, come il primo, è sorto sull&#039;isoletta e risale al periodo che va dal XV secolo a.C. (età del Bronzo medio) alla prima metà del XIV secolo a.C. 
Il villaggio era circondato da una palizzata, le capanne erano costruite sulla terra ferma oppure su piattaforme lungo la sponda del lago. 
I pali che sostenevano la parte di villaggio sull&#039;acqua erano vincolati saldamente ad una struttura a reticolo di tronchi e travi posta sul fondo del lago e lungo la sponda.     
        Il villaggio venne abbandonato a causa di un grande incendio che lo distrusse, si salvarono solo la parte sommersa e i reperti caduti in acqua.         

        Il settimo insediamento si trovava sul Dos dei Gustinaci, una piccola collina situata al margine meridionale della torbiera. 
        È stato popolato dalla seconda metà del XIV secolo a.C. fino al XVI secolo a.C. (età del Bronzo recente). 
        Le capanne erano disposte regolarmente su terrazzi artificiali ed erano di forma rettangolare.     
        È stata inoltre trovata una massicciata con cassoni in tronchi di legno colmati da pietrame sull&#039;isoletta del lago risalente allo stesso periodo del settimo insediamento, non vi sono però tracce di abitazioni e non è chiara la funzione di questo manufatto.]]></description>
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			<title>Rifugio San Pietro</title>
			<link>http://www.agriturcalvola.it/1/rifugio_san_pietro_5069934.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Rifugio San Pietro</strong><br />Il paradiso al Rifugio S. Pietro



Dall&#039;Agritur Calvola si continua a salire in macchina fino a raggiungere il Rifugio in circa 10 minuti. E&#039; possibile anche utilizzare il sentiero n. 406 in circa 1,30-2 ore) per una bella e lunga strada nel bosco. 

Dopo aver lasciato la macchina in un piccolo parcheggio si prosegue a piedi nel bosco per circa 20 minuti.

A circa 1000 metri di quota si trova un antico portale in pietra, dopodichè si apre una radura con uno dei paesaggi più mozzafiato. Su un balcone naturale si può ammirare un&#039;antichissima chiesetta, con una spettacolare vista sul Lago di Garda.]]></description>
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			<title>Palaffitte della Val di Ledro</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Palaffitte della Val di Ledro</strong><br /> 

Il villaggio
Dal 2006 il Museo dispone di spazi, suggestivi e funzionali alle attività di animazione museale. Si tratta di un villaggio palafitticolo, che costituisce la scenografia più adatta alla simulazione della preistoria a scopo didattico e divulgativo.
Con questa struttura è possibile stimolare la capacità critica dei visitatori, che possono attuare un confronto (attualmente unico a livello di arco alpino italiano) fra le conoscenze scientifiche desunte dalla visita dei reperti conservati nel Museo, le sensazioni e le emozioni scaturite dal trovarsi al cospetto del “vero” sito preistorico e  infine la possibilità di vedere ed esplorare nella rappresentazione a scala reale un modello ricostruito di palafitta preistorica.
Il villaggio è situato nel prato antistante il Museo. Una piattaforma lignea a sbalzo sull’alveo del torrente Ponale sostiene le capanne, due di dimensioni contenute (3x6m), una più grande (5x8m); sono stati adottati i criteri costruttivi posti in atto presso altri centri palafitticoli alpini (come, per esempio, Unterhuldingen, sul Lago di Costanza), avendo presenti i recenti studi sia sulle strutture palafitticole di Ledro sia su quelle del vicino insediamento di Fiavé.
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